Ultimamente il tempo non mi basta mai e sono anche terribilmente abulica. Ma mi piace ritagliare un microspazietto per incontare le amiche, di quelle che anche se non vedi mai, quando le incontri il tempo vola in un soffio.
Qualche giorno fa un appuntamento per un caffè a volo con Matilda e Manifattive in un centro commerciale (lo so che non è il massimo dell'ambient, ma c'è il parcheggio e se si arriva in anticipo uno può sbrigare commissioni veloci).
Ecco, giustappunto, dovevo comprare il giornale e sono entrata per un'istante all'Ipercoop, dove non metto piede forse da anni. Vedo una gabietta piccolina, bianca e deliziosa. Una, nel senso che era l'unica. E' stato un attimo ed è stata mia.
All'appuntamento sono andata insieme alla mia gabbietta, che penzolava dal mio dito con nonchalance. (A proposito, l'incontro è passato nella contemplazione ascetica del bracciale e della grigri che Fatabislacca ha mandato a Manifattive. Lo sapevo che la Fata era brava, ma avere tra le mani una sua creatura ti fa veramente comprendere quanto lo sia).
Questa volta non ho fatto passare troppo tempo per rivisitare l'acquisto e ho usato tutto (tutto ciò di cui avevo bisogno, non tutto tutto ciò che posseggo, of course..) quello che è ammassato in ordine sparso nel mio laboratorio. Una matita Ikea è diventata un trespolo. Un pezzettino di maglina è diventato il fondo.
Lo spago da cucina mi è servito per fare il nido.
Un pò di rafia fucsia come paglia, qualche perlina a simulare le uova da covare, un uccellino degli n posseduti e la cova è sistemata.
Fiori di bomboniere di non so chi (anche se temo che le rose siano di quella del battesimo di 3/3 che ha adesso 13 anni...), qualche perlina, una farfalla...
Il trespolo con uccellino e pendente di riciclo con tanto di sonaglini è sistemato,
altri uccellini sono in conversazione nel soggiorno
e la casetta degli uccellini è pronta.