I miei viandanti

Visualizzazione post con etichetta Frolla. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Frolla. Mostra tutti i post

giovedì 21 aprile 2011

Aprile dolce dormire



Ormai riesco a stare lontana dal blog con pochi e vaghi rimorsi, ma ogni tanto mi rendo conto che non ci si può lasciar sopraffare dalla pigrizia, come sto facendo in questo periodo: non so chi, tra i gatti e me, sia più abulico e sonnolento. Sarà che aprile dolce dormire, almeno così si dice...

lunedì 7 febbraio 2011

Passeggiate romane e Crostata di Farro



Roma ci sta regalando un fine stagione davvero splendido, pieno di sole, di cieli tersi e cristallini, come se ne vedono solo d'inverno.
Dopo un lungo periodo di letargo, questo tempo incantevole mi ha convinto a riprendere in mano la macchina fotografica e a ripartire all'esplorazione delle bellezze della città.

Nelle ultime due settimane, mi sono affacciata dagli imponenti bastioni di Castel Sant'Angelo, ammirando il panorama di Roma che si srotolava a 360 gradi, quasi sentendo risonare con la fantasia il clangore degli eserciti lanzichenecchi che assediano la fortezza.

Poi mi sono immersa nelle atmosfere geometriche e rigorose del nuovo Museo Maxxi, quindi ho ripercorso millenni di storia romana sull'antico colle del Campidoglio, alla ennesima riscoperta dei preziosi Musei Capitolini. Appena gli impegni del lavoro me lo permettono, ho in programma di visitare il Macro, alla scoperta della Roma contemporanea.

Insomma, è vero che viaggiare i luoghi lontani e sconosciuti è bello, ma è altrettanto delizioso camminare per Roma col naso all'aria, esplorarla  con gli occhi incantati del viaggiatore, stupirsi mille volte della sua bellezza senza tempo.

Mi accorgo, del resto, di non conoscerla mai abbastanza. Ogni volta che torno il luoghi già visti, magari studiati, mi capita di guardarli con occhi diversi, di cogliere quel particolare di cui non m'ero mai accorta prima. E mi accorgo, anche, di quanto andare di in giro con macchina e taccuino per annotare date e nomi, mi faccia apprezzare le cose in maniera meno superficiale, come se la ricerca di una inquadratura, di un dettaglio, mi spingesse ad osservare con più profondità.

Ho visitato molte volte i Capitolini, ed esempio, ma solo ora che li ho ripercorsi centimetro per centimetro, alla ricerca della luce migliore, della prospettiva giusta per far apprezzare agli altri la loro grazia, mi pare di averli assaporati al meglio, di averne addirittura un ricordo più nitido, più preciso.

In attesa di riuscire ad elaborare l'enorme mole di fotografie ed informazioni che ho accumulato nei giorni scorsi, ecco una bella crostata con pastafrolla al Farro: ho preso spunto dalla crostata di Francesca del Blog Essenza Indivisibile.  L'avevo usata per fare il pane, ma l'utilizzo della farina di farro nell'impasto delle crostata mi incuriosiva non poco: ho rinnovato la mia scorta e l'ho sperimentata subito.

Devo dire che mi è piaciuta molto! Sopra ci ho messo la marmellata di fichi fatta in casa, che secondo me lega benissimo con l'impasto. Ho usato le dosi che uso abitualmente, compreso un albume e un goccio di liquore.




Questa è la dose per una crostata di 26 centimetri di diametro:

200 grammi farina di farro
100 grammi farina 00
130 grammi zucchero di canna
125 grammi di burro morbido
2 tuorli e un albume
un cucchiaio di Strega

Marmellata, 400 grammi

venerdì 15 ottobre 2010

Frolla al mais


Vorrei essere più costante, più produttiva (anche se già il termine produttiva implica un impegno, un fine, mentre in questo caso dovrebbe essere un piacere, e basta).

Ho tanti post che aspettano di essere sistemati, fotografie già pronte che aspettano solo di essere raccontate, ricette vecchie di mese, ricette recenti, tutto in un rimescolamento di stagioni, di idee, di esperimenti.
E' un periodo un po' così, comincio a fare tante cose, poi mi stanco presto, e allora si diluiscono nei giorni, rimando a tempo indeterminato. Quando faccio quello che mi sono prefissa, ne sono soddisfatta, ma spesso riesco a fare delle cose, e ne tralascio altre, trascinandomele dietro di giorno in giorno, con un lieve senso di colpa per il tempo perso, magari, davanti al computer o a guardare le mie serie televisive preferite (che sono poche, ma danno un'assuefazione veramente preoccupante per chi, come me, detesta la televisione).
Il tempo fuori dalla finestra, ancora caldo, ancora soleggiato, non corrisponde a quello che sento io: ho già fatto il cambio stagione, ormai mi sono rassegnata all'autunno, avrei quasi voglia di fresco, di pioggia, anche se poi penso che ci aspettano dei lunghi, lunghissimi mesi di buio e letargo invernale, e forse converrebbe godersi quest'autunno così dolce.

La vita si sta riassestando su binari normali, ma non ho molta voglia di uscire, non so perchè...

Certi giorni mi fa fatica anche alzarmi dal letto, altri giorni vengo presa da una smania di fare, di sistemare, di riporre e ricominciare...credo sia normale, sarà l'autunno, ogni cambio stagione è un riporre metaforico e un elaborazione del periodo che verrà.



Mi sto dedicando molto di più ai dolci che alle cose salate, per cui aspettatevi una serie infinita di dolci, perchè di salato sto combinando davvero molto poco, almeno, nulla di diverso dalla routine quotidiana.
Come sapete, ho un conto aperto con la pasta frolla.  Un po' perchè non mi piace molto pasticciare con la spianatoia, in parte perchè non amo lavorare il burro, insomma, non mi riesce facilissima.

Siccome però adoro le crostate, mi sono messa di buzzo buono ad imparare, e soprattutto a sperimentare varie ricette, in modo da trovare quella migliore.

Stavolta ho provato la farina di mais: ho la dispensa piena di barattoli con tanti tipi di farine che rischiano di invecchiare; ne avevo comprata un chilo di quella finissima l'inverno scorso, e l'ho usata poco o niente, allora ho provato ad aggiungerla alla frolla, e devo dire che il risultato non è stato male. Non ho avuto il coraggio di usare solo quella di mais, le ho mescolate in proporzione 2 a 1, magari la prossima volta provo ad usarne metà e metà. La frolla comunque è rimasta leggera, friabile, una buona alternativa alla frolla di sola farina 00, se avete della farina di mais da terminare, come nel mio caso.

Nelle ricette di frolla che sto utilizzando ultimamente, ho diminuito la quantità di burro per farla meno pesante, aggiunto un albume, una punta di lievito e un goccio di Strega. Inoltre, stendo sempre la frolla sulla carta forno e la metto nella teglia con tutta la carta, senza imburrarla.
Mi è avanzata un pezzetto di pasta con cui ho fatto una crostatina (anche questa sulla carta forno, così non impazzisco ad imburrare le formine), ma potete tranquillamente fare la base leggermente più alta, o più larga, e non vi avanzerà niente.

Le crostate sono buone con qualsiasi tipo di marmellata, ma a me piacciono in maniera particolare quelle asprigne, non molto dolci, per cui ci ho messo quella ai Frutti di Bosco.



Crostata al Mais, con Marmellata di Frutti di Bosco
Per una tortiera da crostate di 22 centimetri di base (25 centimetri di diametro massimo)

200 grammi farina 00
100 grammi farina mais finissima

3 tuorli e un albume (uova medio-piccole)

125 grammi burro morbido

150 grammi zucchero (anche meno, se la volete meno dolce)

Una punta di lievito

Mezzo cucchiaio strega

1 Vasetto di marmellata a piacere

Fare la fontana con le due farine mescolate insieme col lievito, quindi mettere al centro uova e zucchero e liquore.

Mescolare col burro morbido ed ipastare velocemente fino a formare un impasto liscio.

Mettere in frigorifero per almeno 30 minuti, coperto da pellicola per alimenti.

Stendere la frolla sulla carta forno, poco più grande delle dimensioni della teglia, e metterla con tutta la carta.
Stendervi sopra la marmellata, quindi ritagliare le strisce e disporle a graticola.

Ritagliare le strisce per chiudere il bordo e decorarle con i rebbi della forchetta.

Infornare sul terzo ripiano dal basso a 180 gradi per circa 45-50 minuti.

martedì 21 settembre 2010

Ricette dalla Toscana



Oggi cambio header: via i colori caldi dell'estate, il rosso lussureggiante dei papaveri, entra ufficialmente l'autunno, con le sue sfumature dorate, ruggine, marroni, le foglie che cominciano lentamente a cadere, l'aria più fredda e le giornate più corte. L'autunno è malinconico perchè stiamo andando incontro al lungo inverno, ma allo stesso tempo sono anche stufa dell'estate, come se il corpo e lo spirito avesse bisogno di riposo, di giornate ancora belle ma fresche. Adoro i colori dell'autunno, anche se a Roma possiamo goderne molto meno che in campagna...

Ed eccola, la Torta della Nonna alle Mandorle che vi avevo promesso!

Ogni mattina a colazione abbiamo assaggiato una torta diversa, preparata dalla signora proprietaria dell’agriturismo, semplici ma buonissime: un Gambellotto (torta a base di ricotta, cacao e nocciole), un Dolce allo yogurt e cocco (la cui ricetta è a base di bozzolini, cioè vasetti), e finalmente una Crostata con crema,copertura tipo sbriciolata e mandorle, che ho assaggiato anche nella versione con le noci, ma con le mandorle mi è piaciuta di più.

nonna01

Ho assaggiato anche, in una piacevole domenica pomeriggio a base di dolci e chiacchiere tra signore, uno zuccotto all’ananas veramente notevole.
Ovviamente, non ho potuto fare a meno di chiedere le ricette di tutto, compresa la ricetta della Panna Cotta, che io non ho mai fatto ma che proverò quanto prima.

Per le dosi mi sono regolata un po’ ad occhio, ma il risultato è stato perfetto: mentre la crema della Torta della prima volta era buonissima, ma non densa quanto dovrebbe essere, questa è riuscita densissima, e anche la frolla finalmente mi è venuta bene (ho un conto in sospeso sia con la frolla che con la crema, ma alla fine ho vinto io). Alla ricetta originale ho aggiunto la Strega, che secondo me sta bene dappertutto.

nonna03

La quantità della frolla è servita per la torta e anche per tre crostatine (non ho voluto fare le strisce, ma solo sbriciolare un po’ di pasta sopra, come l’originale), mentre di crema ne sono avanzati un paio di cucchiai. Stavolta non ho imburrato la teglia (non mi piace il sapore del burro che rimane appiccicato alla pasta), l’ho cotta sulla carta forno, devo dire che non ho avuto problemi nè a stenderla nè a toglierla dalla teglia.

Per una teglia di centimetri 22 (di base, 25 centimetri di diametro massimo)

nonna06

Frolla:

300 grammi farina 00
3 tuorli e un albume (le uova era medio-piccole)
150 grammi di zucchero
125 grammi di burro morbido
una punta di lievito
scorza grattugiata di limone (o arancia)
1 cucchiaio di Strega

Crema:

Mezzo litro di latte
3 tuorli e 1 albume
4 cucchiai abbondanti di farina
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di Strega
scorza di limone
mandorle con la pellicina

nonna02

Fare la pastafrolla impastando velocemente tutti gli ingredienti, col burro morbido a pezzetti, fare una palla e mettere in frigo per almeno 30 minuti nella pellicola.

Stiepidire il latte a parte. Sbattere con la frusta a mano le uova con lo zucchero, unire la farina, la strega, la buccia del limone (che poi leverete, a fine cottura), e diluire bene col latte.

Far cuocere la crema a fuoco medio basso, mescolando con la frusta per non farla attaccare al fondo, possibilmente su uno spargifiamma. Quando si addensa al punto giusto (a me piuttosto presto, ed è venuta densissima), toglierla dal fuoco, ripescare la scorza e continuare a girare per qualche minuto, poi farla stiepidire, continuando a mescolarla ogni tanto per non formare la pellicina in superficie.

Quando non è più bollente, stendere la frolla sulla carta forno tranne una piccola quantità (io la ritaglio poco più grande della teglia) fino alla dimensioni desiderate, quindi mettere la pasta nella teglia sempre dentro la carta forno, rovesciarvi la crema e spanderla bene.

Sbriciolare il resto della pasta sopra la crema (io mi sono stufata presto, devo ammetterlo), quindi mettere le mandorle in ordine sparso.
Infornare a 180 gradi nel forno caldo sul terzo ripiano del forno, per circa 40 minuti.
Una volta fredda, spolverare di zucchero a velo.
Essendo un dolce a base di crema, consiglio di tenerlo in frigorifero.

martedì 26 gennaio 2010

E torta della nonna sia!





E' un fatto appurato che, per quanto riguarda la frolla, sono un mezzo disastro.
Il bello è che le crostate sono tra i miei dolci preferiti: non mi piacciono molto nè quelli troppo pannosi nè quelli carichi di creme, burro e così via.
Insomma, sono capace di sbavare davanti ad una semplice crostata alla marmellata, e restare abbastanza indifferente se mi mettono sotto il naso una mimosa, una torta alla panna e cose del genere.
Certo, poi, sforzandomi un po' riesco pure a mangiarmene mezza, però senza grande convinzione.
Però con la frolla non ho un buon rapporto, forse perchè non amo molto il burro.

Questi giorni poi sto combinando pure disastri con la mdp, due pagnotte in due giorni una peggio dell'altra, ma penso di aver capito l'inghippo (credo che sia il lievito secco che ho comprato al discount): sono rimaste piatte, lievitando bene prima e sgonfiandosi poco prima di essere infornate, nonostante quella di ieri di semola di grano duro l'abbia lasciata lievitare ben sei ore nel forno caldo, coperta amorevolmente da un canovaccio di spugna. La mollica è venuta compatta, con uno strano odore e uno strano sapore salaticcio...non mi era mai successo, per cui o è il lievito balordo di suo, o ce ne ho messo troppo (una bustina da 10 grammi, mentre quella di Mastro Fornaio è da 7), oppure è la farina di segale che comincia a dare segni di squilibrio, però la pagnotta di segale dell'altra settimana è venuta perfetta, quindi...

Comunque, stavolta ho deciso di cambiare tipologia di dolce, ormai i ciambelloni mi vengono pure ad occhi chiusi, quasi sempre ( ne ho fatto una alla farina di castagne che non ci è piaciuto per niente, la prima volta che la uso e mi sa anche l'ultima), e allora...via con le frolle!




Se c'è una cosa che mi riesce peggio della frolla, è la crema pasticcera.
Eh sì, non c'è una volta che mi viene bene, è una sfida all'ultimo sangue tra me e un intruglio giallastro pieno di grumi che non vuole saperne di diventare crema pasticcera. Sono anni che non la faccio, evito anche di fare la crostata di frutta così non combino disastri.
Che poi sono una che segue meticolosamente le dosi e la preparazione (tipo sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere il latte caldo a filo etc etc...)...mia madre invece, che fa tutto ad occhio e a memoria, ha sempre preparato una crema pasticcera da urlo, ma dico io...

Stavolta però, posso assicurarvelo, la crema pasticcera mi è riuscita una favola!
Ho scelto una crema pasticcera classica, non troppo densa.
Lo so che la torta della nonna deve essere più compatta, con una crema densa, probabilmente ci sono in circolo altre ricette più tradizionali, più rispondenti alla classica torta della nonna, guardate ad esempio qui, qui e Giallo Zafferano (dove trovate tutta la descrizione della preparazione con fotografie), e anche dal Cavoletto, che propone una versione con la farina di mandorle da cui sono stata molto tentata.

Ho cercato però una crema che non fosse troppo pesante nè con troppi tuorli, chissà, forse ho anche sbagliato...ma vi assicuro che questa crema morbida è riuscita una vera delizia (nonostante tagliare la torta non sia proprio facilissimo, e bisogna mangiarla necessariamente con la forchetta). Diciamo che ho fatto un po' un assemblaggio di ricette, pescando per esempio in questa pagina dei Borghi Toscani e la crema della Ciliegina sulla Torta.
Insomma, magari cercherò un'altra ricetta ancora più Torta della nonna classica, però questa è sicuramente da aggiungere al mio ricettario personale.
Per stavolta, anche la frolla non è venuta niente male, non la frolla classica, ma un impasto con un terzo di fecola di patate e le uova intere.




Alla fine, questa è la ricetta:

Per un tortiera da 24 centimetri (a me è avanzato qualche cucchiaio di crema e un pezzetto di frolla, forse con una da 26 o 28 viene anche più bassa e più compatta)

Frolla


200 grammi farina 00
100 grammi fecola patate
125 gr burro
100 grammi zucchero
2 uova intere (grosse)
mezzo cucchiaino lievito per dolci

Per la Crema pasticcera

4 tuorli di uovo (grandi)
100 grammi zucchero
50 grammi farina
mezzo litro di latte
scorza di limone

Riscaldare il latte, senza farlo bollire e metterci la scorza.

Sbattere con la frusta (a mano) le uova con lo zucchero, quindi aggiungere la farina, continuando a mescolare con la frusta.

Aggiungere il latte a filo, continuando a mescolare.

Mettere sul fornello grande, su uno spargifiamma, col fuoco al minimo (ecco perchè mi venivano sempre i grumi, usavo il fuoco troppo alto).

Cominciare a mescolare con la frusta, per circa 15 minuti, fino a che la crema non si è addensata (mai far bollire la crema, altrimenti impazzisce).

Togliere dal fuoco e continuare a mescolare per circa cinque minuti, poi mettere da parte, mescolando ogni tanto perchè non si formi la pellicina sopra.

Preparare la frolla con il metodo classico, e mettere in frigo per almeno mezz'ora.

Stendere la frolla con il mattarello sulla carta forno, lasciando un po' di pasta per la striscia.

Foderare la teglia, in modo che la pasta arrivi sopra al bordo.

Colare la crema ormai fredda nella tortiera (se fosse più densa, dovrebbe essere stesa più in alto al centro, ma in questo caso non è stato possibile).

Formare un lungo cordoncino e applicarlo al bordo della torta, poi con i rebbi della forchettafarlo aderire bene.
Cospargere di pinoli, infornare nel forno caldo a 180 gradi, sul ripiano di centro, per 40 minuti.

Sfornare e lasciar raffreddare, prima di toglierla dalla teglia (con la carta forno viene via benissimo).

Cospargere di zucchero a velo, e conservare il frigorifero.

sabato 30 maggio 2009

Crostata alla ricotta e marmellata di mirtilli




Siete partiti per il lungo week end? I tiggì ci hanno ammorbato con servizi sulle lunghe code ai caselli e sulle autostrade: sarà, ma dalle mie parti le strade sono piene di macchine parcheggiate, come al solito, e la via Boccea era piena di traffico, come un sabato qualunque...

Forse quelli del mio quartiere rimangono a casa, chissà...

Comunque, oggi poche chiacchiere, sono talmente tanto stanca del lavoro dei giorni scorsi da avere poche risorse mentali e creative a disposizione, allora vi lascio questa crostata che avevo visto tempo fa sul blog di Zio Dà, una versione a doppio strato con ricotta e marmellata e che mi aveva stuzzicato non poco.

Io non faccio spesso le crostate, più che altro per pigrizia, per non tirare fuori la spianatoia, impastare, stendere etc...
Tra l'altro con la pasta frolla non ho proprio un rapporto idilliaco: con le dosi normali mi riesce difficile lavorarla, va a sapere perchè, e poi quella quantità di burro mi inquieta (non amo in particolare questo tipo di grasso). Solitamente ne faccio una versione edulcorata, che farebbe inorridire qualsiasi purista della pastafrolla: diminuisco il burro, lo sciolgo invece di metterlo morbido, ci aggiungo un paio di cucchiai di liquore e mezza bustina di lievito.

Insomma, un mezzo pastrocchio, ma a me non dispiace.
La crostata di ricotta la faccio, qualche volta, anche se spesso risulta un po' pastosa, impegnativa da mangiare e da digerire.

Stavolta ho provato a fare la pastafrolla classica, seguendo le indicazioni di Zio da', e devo dire che è riuscita benissimo: anche l'impasto era ottimo, ho solamente sostituito il tipo di marmellata, invece di quella di amarene ho messo quella ai mirtilli, ma semplicemente perchè non l'avevo in casa! Trovo che la ricotta si abbini meglio con della marmellata scura e poco dolce, più forte e meno smielata di quelle di pesca o albicocca.
La prossima volta, magari, provo con quella di visciole, una confettura difficile da trovare ma dal sapore inconfondibile: anni fa si trovava quella dell'Arlecchino, scura, leggermente asprigna, una delizia...le ultime che ho assaggiato non erano assolutamente all'altezza, chissà perchè...





E allora, la pagina originale è questa, vi riporto per comodità le dosi della ricetta:

Pasta frolla :
gr. 300 farina 00,
gr. 150 burro,
gr. 150 zucchero,
1 uovo e 1 tuorlo.

Crema alla ricotta: :
gr. 500 ricotta,
gr 200 zucchero, 1 uovo,
strega a piacere (io ne ho messi 2 cucchiai).

un vasetto di marmellata di mirtilli da 400 grammi

teglia da 26 centimetri di diametro


In forno sul terzo ripoano dal basso, a 180 gradi, per circa 1 ora, più 5 minuti di grill elettrico per colorire la superficie superiore.


lunedì 17 dicembre 2007

Crostata di mele



Ed ecco una crostata di mele classica che più classica non si può...l'altra sera ero invitata ad una festa di inaugurazione della cooperativa di mio marito, ed io ho contribuito con questa torta.

Devo dire che c'era una tavolata di dolci da urlo, ma la mia crostata non ha affatto sfigurato, anzi...
La ricetta è molto ovvia, ma la posto con le fotografie su gentile richiesta della mia amica flamenca Marta.

Per una teglia da 26-28 centimetri di diametro
Pastafrolla fatta con
300 grammi di farina
3 rossi d'uovo
150 grammi di zucchero
150 grammi scarsi di burro
due cucchiai di liquore (io sono fissata con la Strega)
mezza bustina di lievito per dolci

Quattro-5 cucchiai colmi di marmellata di albicocche sciolta sul fuoco con un po' d'acqua e Strega
3 mele grosse (oppure quattro-cinque piccole)
Gelatina per dolci

Stendere nella teglia imburrata la pastafrolla nel solito modo, lasciando un po' di impasto per il bordo. Velare la base con la marmellata sciolta tenendone da parte un poco per velare le mele.




Tagliare le mele a fettine regolari, poi cominciare a fare il giro: le mele devono essere messe quasi in verticale e leggermente accavallate, più mele ci entrano e più viene buona.
Per guarnire ho messo una fila di ciliegine tagliate a metà.

Finire i giri di mele, guarnendo il buco centrale con una ciliegina intera.
Lavorare la pasta rimasta facendo delle strisce a formare il bordo, che poi decorerete a piacere (io lo schiaccio con la forchetta).


Allungare la marmellata con altra acqua fino a farla diventare liquida, e velare le mele (senza annacquarle troppo, però...)

Infornare nel forno caldo a 180 gradi (ripiano centrale) per circa 45 minuti, anche qualcosa di più.

Una volta freddata la torta sformatela con attenzione (ma consiglio di farla direttamente nella teglia da asporto, io per trasferirla ho rischiato di fracassarla, con conseguente disastro...), poi fate la gelatina come da istruzioni (io uso quella PaneAngeli), velare bene la torta e trasferirla in frigo almeno un'ora.



P.s. C'è qualcuno che ha problemi ha formattare le pagine, con questo editor? A me fa diventare matta...mette le interlinee come gli pare, ogni volta che importi un'immagine ti saltano tutti i parametri, la disposizione che vedi in anteprima è sempre diversa da come appare nel blog, e le fotografie non sono mai disposte come vorrei, a meno di non metterle semplicemente centrate...aiuto!! Se qualcuno ha qualche buon consiglio da darmi, gliene sarei grato...

mercoledì 28 novembre 2007

Crostata con frolla all'olio


Dopo Cuocapercaso (Ricette e Dintorni di una Cuoca per caso), anch’io ho sperimentato la ricetta della frolla-non frolla di Cocò, (Sale e Pepe quanto Basta): un impasto a base di olio e lievito per fare la crostata, che rimane più morbido e alto della frolla normale.
Il risultato è stato entusiasmante…

Per le fonti originali, questi sono i link:

La non crostata di casa mia
Crostata-non crostata di Cocò

Ho rispettato le dosi della ricetta originale, solo credo di aver messo un po’ di farina in più: la particolarità di questo impasto, infatti, è che non è duro come una frolla normale, ma morbido, e va steso con le mani, non con il mattarello. Quindi, per evitare di restare con le mani appiccicate nell’impasto, bisogna infarinarle spesso.

Ho usato questa frolla per due dolci diversi: una normale crostata alla marmellata di arance (le dosi sono per uno stampo da 24 centimetri di diametro) e un dolce alla marmellata di ciliegie (fatta in casa, scura e con un lieve sapore asprognolo, una delizia) con copertura completa. In questo caso le dosi sono per la teglia da 22 centimetri.
Per coprire il sapore dell’olio (in effetti si sente un po’), nella seconda torta ho aggiunto due cucchiai di Strega.

La ricetta di Cocò è questa:
Dosi per una crostata:
280 grammi di farina
2 uova intere
100 ml di olio di oliva
100 gr di zucchero
Mezza bustina di lievito
Limone grattugiato ( o liquore)

Impastare con la forchetta le uova e lo zucchero. Aggiungere l’olio e il lievito, quindi la farina (meno un cucchiaio). L’impasto che ne risulta è questo.






Imburrare ed infarinare una teglia per crostate, quindi stendere con le mani due terzi dell’impasto ( la metà, nel caso della copertura completa), immergendole nella farina quando la pasta si incolla alle dita.



Stendere la marmellata (400 grammi nel caso della crostata più grande), quindi aggiungere un po’ di farina (io ho fatto un po’ ad occhio) per indurire la pasta, per modellarla a strisce oppure stenderla intera sulla marmellata.




Nel caso della crostata normale, ho messo nel forno caldo a 180 gradi per 30 minuti, nella parte centrale del forno. Per la seconda torta, oltre ai trenta minuti, ho acceso il grill elettrico per cinque minuti scarsi, per colorirla sopra.

Una bella spolverata di zucchero a velo, et voilà…




domenica 28 ottobre 2007

La mia prima creazione culinaria sul web!








Ieri sera siamo stati a cena dagli zii (ne approfitto per ringraziare zia Serena per la squisita cenetta), e allora ho preparato una golosissima crostata alla Nutella.

Purtroppo non ho pensato a fare le fotografie della lavorazione, però ho quella del prodotto finito, eccola...ho preparato una crostata in bianco, col solito procedimento, poi ho spalmato una dose generosa di Nutella, circa 500 grammi (un vasetto grande e un po'...)

A parte ho fatto dei biscotti di pasta frolla, con cui ho decorato la torta finita, ed eccola qui...




Ci vorrà circa una settimana per digerirla,

ma insomma...:-(


Un ringraziamento speciale alla mia amica Pina che, da lidi molto lontani, addirittura il Belgio, mi ha portato gli stampi da biscotti a forma di gatto!


E' la prima volta che li uso, non faccio spesso i biscotti...

Ecco un'altra foto dei biscotti: grazie Pina!


Li ho decorati con scagliette di cioccolate, codette di zucchero colorato e palline di zucchero d'argento per gli occhi: queste ultime bisogna fare attenzione a sgranocchiarle, si rischia di frantumarsi un dente perchè sono un po' rocciose...


Per oggi le mie creazioni culinarie sono finite, vado a cucinare un umilissimo minestrone per pranzo, anche se devo dire che i miei minestroni non sono niente male, magari prima o poi pubblico la mia ricetta

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails